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Racconto3Capitolo6Ousmane e per i suoi amici


di LoScrivano
06.04.2026    |    1.592    |    2 9.3
"Ousmane si è seduto accanto, mano sulla mia coscia chiara, dita che salivano verso i shorts..."
È passata solo una settimana dal ricatto, ma Ousmane mi ha cambiata. Non penso ad altro. Il suo cazzo enorme, la pelle scura contro la mia chiara, il modo in cui mi ha riempita fino a farmi male e piacere allo stesso tempo. Al corso lo vedo seduto in fondo, alto, muscoloso, sorriso calmo, e arrossisco, abbasso gli occhi, ma la figa mi pulsa sotto i jeans. Lui mantiene la promessa: non dice niente a nessuno. Ma io… io lo cerco.
Abbiamo iniziato a frequentarci in segreto. Dopo le lezioni, mi manda un messaggio: “Vieni da me”. Io dico sì. Vado da lui, timida, con il maglione largo del corso, ma sotto niente mutandine. Mi spoglia piano, bacia le tette enormi, lecca i capezzoli chiari fino a farli duri. Poi mi scopa. Lento all’inizio, poi brutale. Cazzo grosso che entra nella figa stretta, pareti che si contraevano, slap-slap umidi delle palle contro il culo. Squirto sempre, getti potenti che bagnano il letto, la sua pancia scura, il pavimento. Lui gemette “Schizza per il mio cazzo nero, timida”. Io urlo, orgasmi multipli. Lui sborra dentro, caldo, abbondante, che cola fuori in rivoli bianchi filanti sulle mie cosce pallide.
Dopo, sdraiati, mi accarezza i capelli biondi. “Ti piace il cazzo senegalese, eh? Grosso, che ti apre la figa bianca.”
Io annuisco, imbarazzata. “Sì… mi piace.”
Ma oggi è stato diverso. Tutto il pomeriggio, durante le riprese con Diletta e Marco, avevo in mente solo lui. Pensavo a Ousmane, al suo cazzo grosso, venoso, scuro. La figa mi pulsava forte, bagnata sotto i mini shorts. Lisa mi ha guardata: “Giulia, sei distratta?”. Ho arrossito: “Niente!”.
Finito il lavoro, non sono tornata a casa. Vestiti succinti: mini shorts rossi attillati che segnavano la figa gonfia e il culo rotondo, top nero aderente senza reggiseno, tette enormi che rimbalzavano, capezzoli duri visibili. Sudata, con tracce di sperma secco sul collo di Marco. Eccitata da morire. Ho mandato messaggio a Ousmane: “Vengo da te ora. Ho bisogno del tuo cazzo”.
Risposta: “Vieni. Porta quel culo bianco qui”.
Arrivata, ho bussato. Ha aperto lui, ma dentro c’erano due amici suoi, senegalesi: alti, muscolosi, pelle nera lucida, sorrisi larghi. Uno con dreadlocks (Karim), l’altro rasato (Moussa), pantaloni tuta con rigonfiamenti grossi.
Ho esitato, viso rosso. “Non sapevo…che eri in compagnia”.
Ousmane ha riso, mi ha tirata dentro per mano. “Tranquilla, Giulia. Sono Karim e Moussa. Amici fidati. Siediti”.
Mi sono seduta sul divano, gambe accavallate, mini shorts che salivano sulle cosce. Tette premevano contro il top, capezzoli duri. I tre mi guardavano: Ousmane possessivo, gli altri affamati.
Karim, ha sorriso: “Allora sei la timida italiana di Ousmane. Tette enormi, culo bianco perfetto. Ousmane dice che squirti come una puttana quando ti infila il cazzo nero nel culo stretto. Vero? Ti piace essere aperta da senegalesi grossi?”
Ho arrossito forte, occhi bassi. “Smettila… è imbarazzante”.
Moussa ha riso, mano sul rigonfiamento. “Dai, non fare la santarellina. Ousmane dice che la tua figa bianca munge il cazzo come una troia. Bagnata sempre, eh? Immagina tre cazzi neri: uno in bocca, uno in figa, uno in culo. Squirteresti come una fontana !!”
La figa mi pulsava, bagnata. Ho stretto le cosce, ma si vedeva l’eccitazione. “Ragazzi… non è il momento”.
Ousmane si è seduto accanto, mano sulla mia coscia chiara, dita che salivano verso i shorts. “Vedi? Arrossisce. Ma sotto è fradicia. Vero, Giulia? Pensi al mio cazzo grosso tutto il giorno, che ti riempie la figa stretta fino alle palle, che ti fa urlare mentre squirti sul letto”.
Ho gemuto piano, la sua mano sfregava la figa attraverso i shorts. “Sì… lo penso”.
Karim si è avvicinato dall’altro lato, mano sulla mia tetta, pizzicando il capezzolo duro attraverso il top. “E se ti diamo tre cazzi senegalesi? Io in figa, Ousmane in culo, Moussa in bocca. Ti apriamo come una puttana bianca, ti riempiamo di sborra nera calda. Ti piacerebbe, timida? Essere scopata da tre neri che ti sbattono fino a farti squirttare sul pavimento?”
Moussa ha tirato fuori il cazzo, enorme, venoso, cappella scura lucida. Lo pompava piano. “Guarda questo. Più grosso del tuo italiano. Apri la bocca, Giulia, e succhia mentre Ousmane ti lecca la figa bagnata. Senti come pulsa per te, per la tua gola timida”.
Non ce l'ho fatta. L’eccitazione ha vinto. Ho annuito, voce tremante: “Sì… fatemelo. Riempitemi tutti”.
Ousmane mi ha spogliata veloce: top tolto, tette enormi esposte, capezzoli chiari duri. Shorts abbassati, figa bagnata, gonfia, umori che colavano. Mi ha sdraiata sul divano, gambe spalancate.
“Guardate che figa bianca stretta,” ha detto Ousmane, dita che aprivano le labbra. “Bagnata per cazzi neri senegalesi”.
Karim si è inginocchiato tra le gambe, cazzo duro contro la figa. “Ora ti apro io, timida. Senti come entra grosso nella tua figa bianca”.
Ha spinto. Penetrazione lenta, dolorosa ma eccitante. L’asta enorme mi riempiva, pareti che si contraevano. Ho urlato: “Cazzo… è troppo grosso… mi apre!”
Moussa in ginocchio accanto al viso, cazzo in mano. “Succhia, Giulia. Apri la bocca per il cazzo senegalese. Ingoia fino in gola, fai vedere come sei brava con la bocca timida. Succhia forte, troia bianca”.
Ho aperto. Lingua leccava la cappella scura, saliva colava. Succhiavo piano, poi profondo. Gola aperta, asta che spariva, palle contro il mento. Moussa gemette: “Cazzo sì… succhia, ingoia il mio cazzo nero. Senti come pulsa in gola? Vuoi la sborra calda in bocca, eh?”
Ousmane dietro, dita lubrificavano il culo con i miei umori. “Ora il culo. Rilassati, timida. Ti apro il buco stretto con il mio cazzo grosso senegalese”.
Ha spinto un dolore misto piacere. Entrava piano, centimetro dopo centimetro. Ho gemuto intorno al cazzo di Moussa, lacrime agli occhi.
Tutti e tre dentro: Karim in figa, colpi brutali che sfregavano il punto G. Ousmane in culo, pompando ritmico. Moussa in bocca, gola profonda.
“Guardatela,” Karim ansimando. “Riempita da tre cazzi senegalesi. Squirta, Giulia, fai vedere quanto ti piace essere scopata come una troia bianca da neri grossi”.
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